Rom in Europa: sfide, progressi e nuove opportunità per l’educazione e l’inclusione sociale

Nel 2011, la Commissione Europea ha approvato per la prima volta il Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione delle popolazioni rom, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di questa comunità vulnerabile fino al 2020.

La valutazione dell’attuazione di questo quadro ha evidenziato che l’istruzione è stata l’area in cui sono stati ottenuti i maggiori progressi, in particolare attraverso la riduzione dell’abbandono scolastico precoce e l’aumento della partecipazione all’istruzione della prima infanzia e a quella obbligatoria.

Tuttavia, sono emersi anche nuovi problemi, come l’aumento dei casi di segregazione degli studenti rom nelle scuole. Inoltre, l’accesso all’occupazione per i rom non è migliorato, e la percentuale di giovani rom che non lavorano né studiano né sono impegnati in corsi di formazione è aumentata.

Questi risultati, insieme alle nuove sfide, hanno spinto la Commissione Europea ad adottare, nel 2020, un nuovo Quadro Strategico Europeo per l’Uguaglianza, l’Inclusione e la Partecipazione dei Rom .

Questo nuovo quadro arricchisce la politica di integrazione dei rom in tre direzioni principali: uguaglianza, inclusione e partecipazione. Non si limita più a un approccio di inclusione sociale, ma si concentra anche sulla lotta alla discriminazione, promuovendo lo sviluppo e la partecipazione della comunità rom.

Per quanto riguarda l’istruzione, se il Quadro del 2011 si proponeva di garantire che tutti i bambini rom completassero l’istruzione primaria, il nuovo quadro mira a garantire che, entro il 2030, la maggior parte dei giovani rom completi almeno l’istruzione secondaria.

Questo obiettivo ambizioso segna un significativo passo avanti per migliorare il livello educativo della comunità rom.

Un’indagine condotta in Bulgaria nel 2019 dal Trust for Social Achievement ha evidenziato che tra il 2012 e il 2019 la percentuale di rom che frequentano l’istruzione secondaria è raddoppiata, mentre il numero di rom che accedono all’università è aumentato di sei volte.

Questo progresso è evidente anche nei dati del censimento bulgaro del 2021: nel 2011 solo il 9% dei rom bulgari aveva completato l’istruzione secondaria, mentre nel 2021 la percentuale è aumentata a oltre il 14%.

Il nuovo Quadro Strategico Europeo per i rom pone inoltre un’attenzione particolare sul raggiungimento dei gruppi più vulnerabili all’interno delle comunità stesse. Tra questi ci sono le donne, che affrontano discriminazioni multiple, per genere e gruppo di appartenenza.

Altri segmenti vulnerabili della comunità rom includono i bambini e i giovani. La Commissione Europea ha esortato gli Stati membri, con al loro interno importanti rappresentanze della popolazione rom, ad adottare misure specifiche per questi gruppi, trattandoli non solo come parte di un approccio generale, ma come una priorità autonoma. Di conseguenza, alcuni paesi, come la Bulgaria, hanno incluso nei loro Quadri Strategici Nazionali sezioni dedicate alle donne rom.

Tuttavia, come evidenziato nel Rapporto di Valutazione dei Quadri Strategici Nazionali per i rom degli Stati membri pubblicato dalla CE il 9 gennaio 2023, solo pochi paesi hanno effettivamente adottato questa raccomandazione.

Inoltre, a marzo 2022, il Consiglio Europeo ha approvato la Raccomandazione del Consiglio del 12 marzo 2021 sull’uguaglianza, l’inclusione e la partecipazione dei rom.

Si tratta di una normativa “soft” ma obbligatoria per tutti gli Stati membri dell’UE, che sviluppa ulteriormente e consolida le priorità già indicate nel Quadro Strategico Europeo.

Conclusioni

Aumentare il livello educativo della comunità rom e sostenere l’accesso all’istruzione universitaria sono fattori chiave per il suo sviluppo e per il progresso di tutta la società europea.

In particolare, raggiungere le ragazze e le donne rom e sostenere la loro istruzione universitaria è fondamentale per garantire che il processo di inclusione sia effettivo e sostenibile nel tempo.

I governi nazionali dovrebbero quindi introdurre incentivi mirati per aumentare il numero di rom, e in particolare di donne rom, che accedono all’università. Ciò potrebbe includere programmi di borse di studio e altre iniziative mirate.

Gli Stati membri possono sfruttare i Fondi Europei (in particolare il Fondo Sociale Europeo), i Fondi SEE, il Contributo Svizzero, i fondi nazionali e altre risorse per finanziare queste iniziative, in modo da promuovere l’uguaglianza e l’inclusione della comunità rom in Europa.

Contributo di AMALIPE, partner bulgaro del progetto ACADE-ME