Articolo redatto da EDRA – Cooperativa Sociale Scamg per le Attività con i Gruppi Minoritari
Mentre i media continuano a rafforzare e riprodurre stereotipi esistenti sui rom, presentandoli come comodi capri espiatori nei periodi di crisi economica, queste rappresentazioni influenzano profondamente le opinioni individuali e rafforzano la discriminazione razzista verso questa comunità, alimentando pregiudizi, xenofobia e persino incitamenti all’odio etnico. Le storie di successo dei rom sono rare nei media tradizionali. Tuttavia, esistono molti esempi positivi di persone rom che si sono distinte in diversi ambiti professionali.
Le persone che diventano modelli di riferimento possono provenire da qualsiasi contesto sociale e professionale. Talvolta seguono percorsi non convenzionali per scoprire il proprio talento e la propria vocazione. Spesso affrontano e superano ostacoli significativi, che contribuiscono alla loro crescita personale e alla costruzione della loro resilienza. Le loro esperienze possono ispirare ragazze, ragazzi e giovani di ogni identità di genere che stanno cercando il proprio posto nella società o che rischiano di lasciarsi attrarre da scorciatoie rischiose.
Questi modelli di riferimento rappresentano un elemento fondamentale nello sviluppo delle identità sociali. La mancanza di figure femminili in ruoli di responsabilità rafforza la persistenza degli stereotipi di genere legati alla leadership (Sealy e Singh, 2006). L’inclusione sociale ed economica delle persone rom richiede un impegno reciproco e trasformazioni sia all’interno delle loro comunità che in quelle maggioritarie. Il punto di partenza deve essere l’istruzione, attraverso l’abolizione della segregazione scolastica. È necessario promuovere un sistema educativo capace di formare cittadine e cittadini attivi, consapevoli e pienamente integrati nella società (2015).
Conosciamo alcune giovani attiviste rom in diversi Paesi dell’UE e seguiamo il loro esempio, portando alla luce figure femminili rom dai nostri Paesi, per indicare la strada a tante altre giovani donne rom.
Dr.ssa Anna Mirga-Kruszelnicka : antropologa e attivista rom, nata nel 1985 a Cracovia (Polonia). Ha conseguito un dottorato in Antropologia Sociale e Culturale presso l’Universitat Autònoma de Barcelona (UAB) nel 2016. Ha inoltre due lauree magistrali: una in Integrazione Europea (UAB) e una in Studi Comparati delle Civiltà (Università Jagellonica di Cracovia). È autrice di valutazioni politiche, relazioni e articoli ed è co-curatrice del libro “Education for Remembrance of the Roma Genocide: Scholarship, Commemoration and the Role of Youth” (Libron, 2015).
Ha lavorato, fondato e collaborato con numerose organizzazioni rom in Polonia e Spagna. Nel 2018 è stata nominata Vicedirettrice dell’Istituto Europeo Rom per le Arti e la Cultura (ERIAC).
Carmen Gheorghe: attivista che si batte per i diritti delle donne rom. È presidente di E-Romnja, un’associazione che promuove i diritti delle donne rom. Nel 2022 ha ricevuto il premio International Women of Courage Award. Carmen ha conseguito una laurea in Amministrazione Pubblica (2006), un master in Studi di Genere (2008) e un dottorato in Scienze Politiche (2014) presso la Scuola Nazionale di Studi Politici e Amministrazione Pubblica di Bucarest.
- European Roma Information Office (ERIO), Roma Role Models – Leeds for Learning, 2015
- European Commission: Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture, Role models – Promoting common values, Publications Office, 2018
- European Roma Institute for Arts and Culture – ERIAC
- Bureau of Educational and Cultural Affairs
Partecipa al progetto ACADE-ME – Accelerating Capabilities against Anti-gypsyism and Discriminations in Education e contribuisci a sensibilizzare le comunità rom e non rom sull’importanza dell’istruzione e dell’empowerment femminile. Sostenendo i percorsi educativi e promuovendo modelli positivi, possiamo abbattere stereotipi e creare nuove opportunità per le giovani donne rom, aiutandole a costruire un futuro più inclusivo, autonomo e ricco di opportunità.







