Questo articolo è il contributo di ROMNI APS, partner del progetto ACADE-ME – Accelerating Capabilities against Anti-gypsyism and Discriminations in Education, e racconta la prima Conferenza delle Donne Rom in Croazia: un evento che ha unito moda, attivismo, analisi politiche e visioni europee per il futuro delle donne rom.
Zagabria diventa capitale del movimento femminile rom europeo
Dal 25 al 28 novembre 2025, Zagabria ha ospitato la prima Conferenza delle Donne Rom in Croazia, organizzata dall’Alleanza/Unione Rom “KALI SARA”. L’evento ha riunito 50 donne rom provenienti da 19 Paesi europei, insieme a rappresentanti istituzionali nazionali e internazionali, configurandosi come uno dei momenti più rilevanti degli ultimi anni per il movimento femminile rom in Europa.
Per quattro giorni, la capitale croata si è trasformata in un luogo di confronto politico, culturale e strategico, ma anche di celebrazione della creatività rom. Ad aprire simbolicamente i lavori è stata infatti una sfilata di moda che ha intrecciato identità, arte e rivendicazione politica.
Quando la moda diventa linguaggio politico: la sfilata all’Hotel Diplomat
Creatività rom al centro della scena
Il 25 novembre, nella sala cerimoniale dell’Hotel Diplomat, una sfilata di moda ha inaugurato la Conferenza, portando sotto i riflettori stilisti e brand rom e non rom. L’evento, seguito in diretta su Z1 TV e sul canale YouTube dell’Unione Rom “KALI SARA”, ha mostrato come la moda possa diventare un potente strumento di rappresentazione e rielaborazione culturale.
Una conduzione tra professionalità e partecipazione artistica
La serata è stata condotta da Maja Grubišić e Boris Kosmač, noto per l’impegno in iniziative culturali e umanitarie. Kosmač ha curato la coreografia della passerella ed eseguito un brano musicale molto apprezzato dal pubblico.
Le performance di Bojan Jambrošić, Stela Rade ed Erika Varga hanno dato ritmo alla serata, creando un dialogo armonioso tra suono, movimento e moda.
Stilisti, brand e innovazione: la moda rom come visione contemporanea
Romani Design (Ungheria)
Il celebre marchio ungherese ha presentato creazioni che uniscono motivi tradizionali rom e stile urbano, trasformando la moda in un linguaggio identitario e politico.
Look Famous (Sisak, Croazia)
Il brand guidato da Albina Gaši ha portato in passerella collezioni eleganti e moderne, evidenziando il ruolo delle donne rom nell’imprenditoria creativa.
Greta Gudelj e malaGbag
La stilista Greta Gudelj ha proposto abiti caratterizzati da sperimentazione e tagli innovativi, mentre malaGbag ha presentato accessori artigianali fatti a mano, esaltando l’importanza del saper fare rom.
Una passerella che unisce professioniste, donne rom e figure pubbliche
Tra le modelle hanno sfilato:
- donne rom provenienti da diverse regioni della Croazia,
- professioniste del settore,
- personalità note come Aleksandra Grdić, Jelena Katarina Kapa e Katarina Golec.
La presenza di figure pubbliche e modelle rom insieme ha trasmesso un messaggio chiaro: la moda rom è parte integrante e riconoscibile della scena contemporanea, non un segmento marginale.
Una conferenza senza precedenti: analisi, proposte e obiettivi concreti
La Conferenza delle Donne Rom ha rappresentato un passo fondamentale, non solo per la portata internazionale, ma soprattutto perché promossa e organizzata direttamente da un’associazione rom. Un modello innovativo che ha ridefinito i ruoli di partecipazione e leadership.
Un anno di preparazione e analisi europee
Il comitato organizzatore, composto da donne rom di sei Paesi, ha lavorato per un anno analizzando:
- strategie nazionali ed europee sulla popolazione rom,
- documenti UE e del Consiglio d’Europa,
- ricerche provenienti da una ventina di Paesi.
Le analisi hanno messo in evidenza una consapevolezza crescente, ma ancora insufficiente, delle discriminazioni multiple affrontate dalle donne rom. Permangono forti criticità in termini di accesso a servizi, sicurezza sociale e opportunità economiche.
Un punto centrale emerso riguarda la necessità di una chiara volontà politica nel condannare la discriminazione e nel promuovere misure concrete che garantiscano pari diritti.
Le quattro aree strategiche della Conferenza
Dai gruppi di lavoro sono emerse conclusioni e proposte organizzate in quattro assi principali.
1. Partecipazione politica
Tra le richieste:
- maggiore rappresentanza delle donne rom in tutti gli organismi decisionali,
- quote specifiche nelle elezioni,
- programmi di mentoring “Donne rom per donne rom”,
- sanzioni contro violenza politica e discorsi d’odio.
2. Empowerment economico
Proposte centrali:
- rafforzamento delle iniziative rom attraverso partenariati istituzionali,
- misure positive per l’accesso al lavoro,
- incentivi ai datori di lavoro che assumono donne rom,
- sostegno all’imprenditorialità femminile rom.
3. Istruzione
Priorità individuate:
- borse di studio per donne adulte,
- quote per l’accesso a scuole e università,
- percorsi formativi flessibili,
- programmi di consapevolezza per istituzioni educative e amministrative.
4. Lotta alla discriminazione
Azioni proposte:
- inserimento della cultura rom nei programmi scolastici,
- assunzione di donne rom come mediatrici culturali nelle scuole,
- contrasto alle narrazioni discriminatorie nei media e nella società.
Verso una rete europea di donne rom con sede a Bruxelles
Uno degli obiettivi più ambiziosi emersi dalla Conferenza è l’apertura di un ufficio per una rete internazionale di donne rom a Bruxelles, cuore decisionale dell’Unione Europea.
L’ufficio dovrebbe:
- sostenere gli obiettivi della Conferenza a livello politico europeo,
- facilitare il coordinamento organizzativo e finanziario,
- offrire supporto alle regioni europee più vulnerabili.
Il ruolo delle istituzioni e il valore dello slogan: “La vita dopo la Conferenza”
Durante la plenaria conclusiva sono intervenuti esponenti istituzionali nazionali ed europei, tra cui:
- Suzana Krčmar, presidente “KALI SARA”,
- il deputato Veljko Kajtazi,
- rappresentanti della Presidenza e del Governo croato,
- Marko Vešligaj, Parlamento europeo,
- Dubravka Šuica, Commissaria europea,
- Georgios Stamatis, Consiglio d’Europa.
È stato ribadito che l’obiettivo non era creare un evento isolato, ma avviare cambiamenti concreti già nell’anno successivo, come richiesto dallo slogan “Vita dopo la vita” / “La vita dopo la Conferenza”.
Un messaggio rafforzato anche dal contributo di Nathalie Rayes, ex ambasciatrice USA in Croazia, che ha sottolineato la necessità di passare dall’analisi all’azione.
Solidarietà alla comunità rom in Slovenia
La Conferenza ha espresso una forte condanna verso la cosiddetta “Legge Šutar” in Slovenia, ritenuta:
- violatrice dei diritti umani,
- discriminatoria,
- basata su un approccio securitario verso un’intera minoranza.
È stato richiesto alle istituzioni europee di intervenire per garantire il rispetto degli standard internazionali.
Concluione: cultura, politica e futuro europeo si incontrano a Zagabria
La Conferenza delle Donne Rom, insieme alla sfilata che l’ha inaugurata, rappresenta un momento chiave per il movimento rom europeo.
- Sul piano culturale, la moda rom ha mostrato una forza creativa capace di ridefinire gli immaginari pubblici.
- Sul piano politico, le proposte emerse delineano una strategia concreta per l’empowerment delle donne rom in Europa.
- Sul piano istituzionale, l’idea di una rete europea con sede a Bruxelles segna un potenziamento della presenza rom nei luoghi decisionali.
Il messaggio finale della Conferenza – trasformare la discussione in azione – indica un percorso chiaro e ambizioso per il futuro.







