Sostegno, empowerment e forza della condivisione: il raduno nazionale delle donne rom di quest’anno, tenuto il 7 giugno in Bulgaria presso il teatro estivo di Veliko Tarnovo e organizzato dal Centro Amalipe, ha rappresentato un momento di profonda connessione e trasformazione.
“Cerchio di potere – condivisione, sostegno tra donne ed empowerment reciproco” non è stato solo il titolo dell’incontro, ma anche lo spirito che ha animato una giornata intensa di scambio e ispirazione. Oltre 80 partecipanti, provenienti da ogni angolo del paese – dai piccoli villaggi alle grandi città, dalle scuole alle università – si sono ritrovate in un unico spazio, portando con sé esperienze diverse: dall’attività di mediazione educativa fino ai ruoli di leadership nelle organizzazioni della società civile.
Uno spazio di dialogo, tradizione e libertà
L’evento ha creato un’atmosfera straordinaria, dove tradizione e modernità si sono incontrate in un dialogo vivo e autentico. Questa fusione ha invitato le donne presenti a riflettere sul proprio percorso personale e collettivo, sul legame con le radici culturali, ma anche sul diritto al cambiamento e alla libertà individuale – compresa la rottura con pratiche dannose come i matrimoni precoci.
Il “Cerchio di potere” si è rivelato un ponte tra generazioni, tra storie diverse ma profondamente connesse. Donne di età, contesti sociali e livelli educativi differenti hanno condiviso esperienze, difficoltà superate e traguardi raggiunti. Per alcune era un ritorno familiare, per altre – il primo incontro con una comunità accogliente e solidale.
“Ho portato con me tre ragazze che non erano mai venute. Volevo che vedessero da vicino questa realtà e sapessero che non sono sole”, ha raccontato una partecipante.
Sfide, ispirazione e rinascita
Nel corso della giornata sono stati affrontati temi cruciali:
- il ruolo della tradizione e il diritto di scegliere il proprio destino;
- le sfide vissute dalle donne rom, dentro e fuori la comunità;
- l’istruzione come strumento di emancipazione;
- la solidarietà tra donne, in un contesto spesso segnato da discriminazioni multiple.
Le donne adulte – alcune con più di 29 anni – hanno aperto il cuore, raccontando i loro percorsi, gli ostacoli superati e il sostegno ricevuto. Le giovani ascoltavano con attenzione e rispetto, lasciandosi ispirare da ogni parola.
Attraverso laboratori interattivi, le partecipanti hanno esplorato emozioni e risorse interiori, rispondendo a stimoli come: “Quando mi sento impotente…”, “Mi sento forte quando…”, “Posso sostenere gli altri…”.
Energia femminile e voglia di futuro
Con il passare delle ore, il cerchio si è allargato – simbolicamente e concretamente – riempiendosi di energia, fiducia e sorellanza. Le testimonianze raccolte dimostrano che esperienze come questa:
- motivano a proseguire gli studi e a sviluppare competenze professionali;
- rafforzano la libertà di scelta e la capacità di difendere i propri confini;
- aiutano a superare stereotipi e raggiungere l’indipendenza economica;
- sviluppano autostima e leadership;
- promuovono il sostegno reciproco all’interno della famiglia e della comunità;
- rafforzano il senso di appartenenza e coesione.
Un’impronta indelebile
Il raduno “cerchio di potere” ha lasciato un segno profondo nel cuore delle partecipanti. Ha dimostrato che la forza di una comunità si costruisce nel racconto condiviso, nella solidarietà autentica e nella volontà di cambiamento. Nei momenti difficili, ognuna di loro potrà ricordare l’energia di questo incontro, ritrovarvi coraggio e continuare a costruire un futuro in cui ogni ragazza sappia, senza dubbio, di potercela fare.
Il progetto Acade-Me Accelerating Capabilities against Anti-gypsyism and Discriminations in Education nasce proprio con questo spirito: creare comunità, condividere esperienze, ispirare fiducia e costruire possibilità.







